-Ciao Angie.
-Bobby, Continuity. Bobby Newmark, il mio "amico". - Guardò Swift. -È andato a Città del Messico. Hilton dice che è diventato drogato. Da quale droga, Continuity?
-Mi spiace Angie. Dati Riservati
-Hilton...
-Canale preferenziale, Continuity. Abbiamo questa informazione?
-Le fonti della sicurezza descrivono la tossicodipendenza di Newmark come "neuroelettronica".
Tuo padre stava cominciando solo allora ad affrontare i propri limiti, a distinguere l'ambizione dal talento. La cosa con cui avrebbe barattato la sua creatura non si era ancora manifestata. Presto l'uomo di nome Case sarebbe venuto ad annunciare quell'unione, per quanto breve, per quanto senza tempo. Ma questo lo sai.
-Dov'è Legba, adesso?
Legba-ati-Bon, come tu l'hai conosciuto,attende di esistere.
-No- disse Angie, ricordando le parole di Beauvoir, tanto tempo prima nel New Jersey - i loa sono venuti dall'Africa all'inizio dei tempi...
Non come li hai conosciuti tu. Quando venne il momento, l'ora luminosa, c'era unità assoluta, una coscienza sola. Ma poi è arrivato l'altro.
- L'altro?
Parlo solo di ciò che ho conosciuto. Solo l'uno conobbe l'altro e l'uno non è più. Al risveglio di quella coscienza, il centro venne meno. Tanti frammenti si dispersero. I frammenti cercarono una forma, uno per uno, come è nella natura di tali enti. Di tutti i segni di cui la tua specie si è provvista contro la tenebra, in tale situazione i paradigmi del vodou si rivelarono i più appropriati.
Mona Lisa Overdrive, William Gibson 1988
venerdì 28 novembre 2014
lunedì 27 ottobre 2014
fanculo... perchè ho cominciato questo percorso del cazzo?! non riesco bene in niente allora che cazzo ci sto a fare?! mi sta rovinando la vita anzi mi sto rovinando la vita... non sono costante e non riesco a portare a termine niente... niente mi da sollievo e niente mi appassiona veramente... forse farei davvero bene a raccimulare dei soldi e sparire per sempre... niente contatti con il vecchio mondo una vita nuova.. come morto per tutti... e ricominciare dove nessuno sa chi sono.. sporcandomi le mani e cavandomela da solo... boh... vorrei solo esser vento...
martedì 7 ottobre 2014
"And I'm stuck in a shack
Down the back of the sea
Oh and I'm alive and I'm alone
Inside a sick sick dream
Oh is it me
Is it me that feels so weak
I cannot deceive but I find it hard to speak"
La capanna mi ricorda il container di Rio sulla spiaggia, chissà se mai il mio Invernomuto inconterà il mio Rio...Lo spero tanto..
Down the back of the sea
Oh and I'm alive and I'm alone
Inside a sick sick dream
Oh is it me
Is it me that feels so weak
I cannot deceive but I find it hard to speak"
La capanna mi ricorda il container di Rio sulla spiaggia, chissà se mai il mio Invernomuto inconterà il mio Rio...Lo spero tanto..
lunedì 6 ottobre 2014
sabato 20 settembre 2014
Queste vacanze in solitaria stanno per finire ed è un vero peccato, cominciavo davvero ad abituarmi alla non fretta alle giornate che scorrono lente e rilassanti... Bhe spero solo di aver recuperato a sufficienza le energie per poter ripartire. Non c' è niente di più bello di girare per le vie deserte, nel silenzio del vento e sentirsi liberi.
Sono felice, dopo molto tempo.
Sono felice, dopo molto tempo.
martedì 16 settembre 2014
giovedì 31 luglio 2014
CAZZO! MI VUOI RISPONDERE A QUELLA MAIL MALEDETTA! Voglio sapere quando posso fare quell'esame! OK ti stimo e ti sento simile a me ma a un certo punto hai rotto i coglioni è agosto!
domenica 27 luglio 2014
"...Noi vogliamo cantare le strade deserte della notte, i monumenti congelati nel silenzio, le luci al neon della metropolitana, le periferie spettrali, i cimiteri di campagna, i reperti dell'archeologia postindustriale, le autostrade abbandonate, le città rase al suolo dai bombardamenti, le strade dei briganti, la morbida geometria dei corpi, il silenzio attinico di stanze d'albergo abbandonate, la carica sensuale della promiscuità tecnologica, il caos, le stelle, i pianeti deserti, le sonde lanciate verso la notte, la musica radiante di quasar morte, la tenebra metafisica di un orizzonte degli eventi, la connessione neurale. Il respiro della notte, il ruggito delle novae e i sospiri di stanze che deformano la nostra comprensione dei sogni. Siamo antenne puntate nel vuoto, variabili impazzite, violini male accordati, cronoscopi fuori fuoco..."
Tratto da "Manifesto Connettivista"
lunedì 21 luglio 2014
Pioggia
(o red noise, forse white noise ma preferisco decisamente il primo)
Una volta sono andato a saltare sul trampolino di mia sorella sotto la pioggia, dopo averlo riassemblato senza troppa fatica. È stato uno di quei pochi momenti in cui mi sono sentito libero e in pace senza nient'altro per la testa, solo io, il trampolino e la pioggia.
Come sempre non è durata poi molto, il Grande Occhio vigilerebbe su di me anche se fossi l'ultimo essere umano sopravvissuto e mi trovassi al centro del Sahara.
Quante domeniche autunnali passate alla finestra di cucina ad osservare il piccolo giardinetto pubblico della posta, appena sotto casa. Aspettando con ansia l'inizio del temporale e assaporare quel misto di vuoto nostalgico che sempre ho ricercato.
Ormai, bhe almeno 9 anni fa, fui svegliato dai fulmini che transitavano nel cielo e si scagliavano senza tregua a terra (shot noise direi adesso :D). Nella notte di fine estate, quando l'ultima festa a casa di mia nonna segnava inevitabilmente la fine delle vacanze e l'inizio di un nuovo noioso e monotono anno. Non dimenticherò mai quella notte e per quanto desideri riviverla so che, se anche dovesse ripetersi, uguale in ogni piccolo dettaglio, ad ogni scala identica a se stessa tutto sarebbe comunque ed inevitabilmente diverso.
L'osservatore è diverso e questo altera inevitabilmente l'evento.
La somma di differenze infinitesime non sempre è infinitesima.
(o red noise, forse white noise ma preferisco decisamente il primo)
Una volta sono andato a saltare sul trampolino di mia sorella sotto la pioggia, dopo averlo riassemblato senza troppa fatica. È stato uno di quei pochi momenti in cui mi sono sentito libero e in pace senza nient'altro per la testa, solo io, il trampolino e la pioggia.
Come sempre non è durata poi molto, il Grande Occhio vigilerebbe su di me anche se fossi l'ultimo essere umano sopravvissuto e mi trovassi al centro del Sahara.
Quante domeniche autunnali passate alla finestra di cucina ad osservare il piccolo giardinetto pubblico della posta, appena sotto casa. Aspettando con ansia l'inizio del temporale e assaporare quel misto di vuoto nostalgico che sempre ho ricercato.
Ormai, bhe almeno 9 anni fa, fui svegliato dai fulmini che transitavano nel cielo e si scagliavano senza tregua a terra (shot noise direi adesso :D). Nella notte di fine estate, quando l'ultima festa a casa di mia nonna segnava inevitabilmente la fine delle vacanze e l'inizio di un nuovo noioso e monotono anno. Non dimenticherò mai quella notte e per quanto desideri riviverla so che, se anche dovesse ripetersi, uguale in ogni piccolo dettaglio, ad ogni scala identica a se stessa tutto sarebbe comunque ed inevitabilmente diverso.
L'osservatore è diverso e questo altera inevitabilmente l'evento.
La somma di differenze infinitesime non sempre è infinitesima.
domenica 20 luglio 2014
#include <stdio.h> #include <stdlib.h> #include <natural_laws.h> void main(int argc, char *argv[]) { if(struct universe *current = malloc(sizeof(struct universe)) != NULL){ while(entropy(current) != MAX_ENTROPY_UNIVERSE) physics(current); printf("Heat death of the last universe, please restart the simulation :)\n");
} }
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